LE NOSTRE SENTENZE

lunedì 11 giugno 2018

Le direttive generali e programmatiche sono elementi compatibili anche con il lavoro autonomo - Trib. di Milano, Sez. Lavoro, Sent. n. 1452/2018

L’eterodirezione si manifesta in modo differente a seconda della posizione ricoperta dal lavoratore nell’ambito dell’organizzazione aziendale e, soprattutto, delle diverse tipologie di organizzazioni nelle quali il lavoratore è inserito. A tal proposito, occorre precisare che semplici direttive generali e programmatiche, così come un generale controllo estrinseco dell’attività lavorativa, costituiscono elementi compatibili anche con la prestazione di lavoro autonomo, ovvero con le tipiche forme di collaborazione che derivano dai più diversi...
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venerdì 18 maggio 2018

Intempestività della sanzione disciplinare irrogata al lavoratore - Corte d’App. di Milano, Sez. Lavoro, sent. n. 351 del 8 maggio 2018

La Corte d’Appello di Milano, in tema di tempestività della sanzione disciplinare, ha sancito che il periodo di tempo intercorso di 7 mesi tra la data di conoscenza dei fatti e la contestazione degli stessi alla lavoratrice, pur tenendo conto della complessità dell’organizzazione aziendale, è del tutto ingiustificato, anche in considerazione del fatto che il datore di lavoro non ha fornito allegazioni circa ulteriori indagini o approfondimenti svolti nell’anzidetto arco temporale al fine di valutare la condotta della dipendente.
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mercoledì 2 maggio 2018

L’indennità ex art. 1751 c.c. non è dovuta se l’agente si dimette e lo stato di malattia non persiste - Trib. Bologna, Sent. n. 57 del 23 gennaio 2018

Con la sentenza n. 57 del 23 gennaio 2018, il Tribunale di Bologna ha negato il riconoscimento dell’indennità ex art. 1751 c.c. rivendicata da un agente successivamente alla cessazione del rapporto, atteso che la causa dell’interruzione del rapporto non era stata la malattia, ma il conseguimento da parte dell’agente della pensione di vecchiaia.
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venerdì 30 marzo 2018

Ritorsivo il licenziamento a seguito del rifiuto del dipendente di accettare un accordo aziendale - Corte d'Appello di Milano, sent. n. 537/2018

E' ritorsivo il licenziamento del Dirigente che, nell’ambito di una procedura di esodo collettivo di azienda bancaria, abbia rifiutato la richiesta della società di dimettersi per essere immediatamente riassunto con qualifica non dirigenziale e contratto “a tutele crescenti” (ex art. 1 D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23) per lo svolgimento delle medesime mansioni e nella medesima città in cui lavorava.
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venerdì 23 marzo 2018

Risarcimento danni da malattia professionale: l'onere della prova del lavoratore - Corte d’Appello di Milano, Sez. Lav., sent. n. 390/2018

L’accertamento della responsabilità di natura contrattuale - ex art. 2087, c.c. – impone al lavoratore che lamenti di avere subito un danno alla salute a causa dell’attività svolta, l’onere di provare l’esistenza del danno, la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso causale fra l’una e l’altro: una volta che siffatta prova sia stata fornita, incombe allora al datore di lavoro l’onere di dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di avere adottato tutte le cautele...
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lunedì 26 febbraio 2018

Proroga dell'abrogato contratto di inserimento - Corte d'Appello di Milano, Sez. Lavoro, sent. n. 16 del 20 febbraio 2018

L’art. 57 co. 3 d. lgs. 276/2003 prevede espressamente la possibilità di prorogare il contratto d’inserimento entro il limite di durata massima di 18 mesi senza alcuna ulteriore specificazione delle ragioni della proroga, per la quale valgono le condizioni di assunzione previste dall’art. 55 D. Lgs. 276/2003 del consenso delle parti e, nel caso della proroga, la prosecuzione del progetto originario che non aveva trovato compimento. L’abrogazione del contratto d’inserimento ad opera dell’art.1 comma 14 L. 92/2012 non osta alla possibilità di...
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martedì 13 febbraio 2018

Dipendenti trasferiti all’estero: i contributi vanno versati su tutta la retribuzione corrisposta - Corte d'Appello di Milano sent. n. 2232/2017

Pienamente aderendo all’orientamento della Suprema Corte – ritiene il Collegio che l’attuale articolo 51 del TUIR non incida sulla determinazione della base imponibile ai fini contributivi, con la conseguente inapplicabilità della determinazione dell’imponibile sulla base delle retribuzioni convenzionali invocate da parte appellante. Ai fini dell'individuazione della base imponibile per la determinazione dei contributi previdenziali dovuti in relazione alla posizione di lavoratori italiani che prestano attività lavorativa all'estero, deve allora...
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mercoledì 27 dicembre 2017

Spetta al datore di lavoro provare la causa dell’esonero dell’assoggettamento a contribuzione - Cass. Civ. Sez. Lav. n. 30427 del 19 dicembre 2017

Laddove si versi in situazione di eccezione in senso riduttivo dell’obbligo contributivo, grava sul soggetto che intenda beneficiarne l’onere di provare il possesso dei requisiti che, per legge, danno diritto all’esonero o alla detrazione di volta in volta invocata.
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mercoledì 27 dicembre 2017

Dipendenti trasferiti all’estero: i contributi vanno versati su tutta la retribuzione effettivamente corrisposta - Cass. Civ. Sez. Lav. n. 30427/2017

Ai fini della individuazione della base imponibile per la determinazione dei contributi previdenziali dovuti in relazione alla posizione di lavoratori italiani che prestano attività lavorativa all’estero, deve aversi riguardo alla retribuzione effettivamente corrisposta e non alle retribuzioni convenzionali individuate con I d.m. richiamati dall’art. 4, comma 1, del d.l. n. 314 del 1987, conv. Nella l. n. 398 del 1987, non essendo applicabile il comma 8 bis dell’art. 48 del D.P.R. n. 917 del 1986 (poi divenuto 51 per effetto del d. lgs. n. 344 del 2003) introdotto...
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mercoledì 27 dicembre 2017

Nessun risarcimento del danno in caso di rigetto della domanda di risoluzione del contratto per inadempimento - Trib. di Milano, sent. 13010/2017

In tema di risoluzione del contratto per difformità o vizi dell'opera, qualora il committente abbia domandato il risarcimento del danno in correlazione con la domanda di risoluzione e i vizi dell'opera non siano risultati tali da renderla del tutto inadatta alla sua destinazione, così da giustificare lo scioglimento del contratto, la domanda di risarcimento danni non può essere accolta per mancanza dei presupposti della pretesa azionata, che si deve fondare sulla medesima "causa petendi" della domanda di risoluzione.
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