LE NOSTRE SENTENZE

venerdì 30 marzo 2018

Ritorsivo il licenziamento a seguito del rifiuto del dipendente di accettare un accordo aziendale - Corte d'Appello di Milano, sent. n. 537/2018

E' ritorsivo il licenziamento del Dirigente che, nell’ambito di una procedura di esodo collettivo di azienda bancaria, abbia rifiutato la richiesta della società di dimettersi per essere immediatamente riassunto con qualifica non dirigenziale e contratto “a tutele crescenti” (ex art. 1 D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23) per lo svolgimento delle medesime mansioni e nella medesima città in cui lavorava.
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venerdì 23 marzo 2018

Risarcimento danni da malattia professionale: l'onere della prova del lavoratore - Corte d’Appello di Milano, Sez. Lav., sent. n. 390/2018

L’accertamento della responsabilità di natura contrattuale - ex art. 2087, c.c. – impone al lavoratore che lamenti di avere subito un danno alla salute a causa dell’attività svolta, l’onere di provare l’esistenza del danno, la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso causale fra l’una e l’altro: una volta che siffatta prova sia stata fornita, incombe allora al datore di lavoro l’onere di dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di avere adottato tutte le cautele...
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lunedì 26 febbraio 2018

Proroga dell'abrogato contratto di inserimento - Corte d'Appello di Milano, Sez. Lavoro, sent. n. 16 del 20 febbraio 2018

L’art. 57 co. 3 d. lgs. 276/2003 prevede espressamente la possibilità di prorogare il contratto d’inserimento entro il limite di durata massima di 18 mesi senza alcuna ulteriore specificazione delle ragioni della proroga, per la quale valgono le condizioni di assunzione previste dall’art. 55 D. Lgs. 276/2003 del consenso delle parti e, nel caso della proroga, la prosecuzione del progetto originario che non aveva trovato compimento. L’abrogazione del contratto d’inserimento ad opera dell’art.1 comma 14 L. 92/2012 non osta alla possibilità di...
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martedì 13 febbraio 2018

Dipendenti trasferiti all’estero: i contributi vanno versati su tutta la retribuzione corrisposta - Corte d'Appello di Milano sent. n. 2232/2017

Pienamente aderendo all’orientamento della Suprema Corte – ritiene il Collegio che l’attuale articolo 51 del TUIR non incida sulla determinazione della base imponibile ai fini contributivi, con la conseguente inapplicabilità della determinazione dell’imponibile sulla base delle retribuzioni convenzionali invocate da parte appellante. Ai fini dell'individuazione della base imponibile per la determinazione dei contributi previdenziali dovuti in relazione alla posizione di lavoratori italiani che prestano attività lavorativa all'estero, deve allora...
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mercoledì 27 dicembre 2017

Spetta al datore di lavoro provare la causa dell’esonero dell’assoggettamento a contribuzione - Cass. Civ. Sez. Lav. n. 30427 del 19 dicembre 2017

Laddove si versi in situazione di eccezione in senso riduttivo dell’obbligo contributivo, grava sul soggetto che intenda beneficiarne l’onere di provare il possesso dei requisiti che, per legge, danno diritto all’esonero o alla detrazione di volta in volta invocata.
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mercoledì 27 dicembre 2017

Dipendenti trasferiti all’estero: i contributi vanno versati su tutta la retribuzione effettivamente corrisposta - Cass. Civ. Sez. Lav. n. 30427/2017

Ai fini della individuazione della base imponibile per la determinazione dei contributi previdenziali dovuti in relazione alla posizione di lavoratori italiani che prestano attività lavorativa all’estero, deve aversi riguardo alla retribuzione effettivamente corrisposta e non alle retribuzioni convenzionali individuate con I d.m. richiamati dall’art. 4, comma 1, del d.l. n. 314 del 1987, conv. Nella l. n. 398 del 1987, non essendo applicabile il comma 8 bis dell’art. 48 del D.P.R. n. 917 del 1986 (poi divenuto 51 per effetto del d. lgs. n. 344 del 2003) introdotto...
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mercoledì 27 dicembre 2017

Nessun risarcimento del danno in caso di rigetto della domanda di risoluzione del contratto per inadempimento - Trib. di Milano, sent. 13010/2017

In tema di risoluzione del contratto per difformità o vizi dell'opera, qualora il committente abbia domandato il risarcimento del danno in correlazione con la domanda di risoluzione e i vizi dell'opera non siano risultati tali da renderla del tutto inadatta alla sua destinazione, così da giustificare lo scioglimento del contratto, la domanda di risarcimento danni non può essere accolta per mancanza dei presupposti della pretesa azionata, che si deve fondare sulla medesima "causa petendi" della domanda di risoluzione.
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mercoledì 27 dicembre 2017

La richiesta di risoluzione del contratto di appalto si giustifica solo in caso di totale inutilizzabilità dell’opera - Trib. di Milano, n. 13010/2017

Ai sensi dell’art. 1668 comma 2 c.c., il committente può chiedere la risoluzione del contratto qualora le difformità o i vizi siano tali da rendere l’opera del tutto inadatta alla sua destinazione e dunque non utilizzabile. Non si deve trattare di inadempimento di scarsa importanza in relazione all'interesse dell'altra parte, il che va adeguato ad un criterio di proporzione fondato sulla buona fede contrattuale. La gravità dell'inadempimento di una delle parti contraenti non va commisurata all'entità del danno, che potrebbe anche...
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lunedì 18 settembre 2017

La natura subordinata del rapporto di lavoro come requisito ex art. 29 D.lgs. 276/2003 -Trib. di Milano, Sez. Lav., sent. 2046 del 8 settembre 2017

Il lavoratore irregolarmente impiegato in un appalto, il quale rivendichi il pagamento di crediti retributivi nei confronti dell’appaltatore ed in via solidale anche del committente, deve preliminarmente dimostrare la natura subordinata del rapporto di lavoro intercorso.
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martedì 5 settembre 2017

Natura subordinata dell’attività dell’informatore scientifico del farmaco e onere della prova - Trib. di Genova, sent. n. 585 del 7 agosto 2017

Nel caso di rivendicazione da parte dell’informatore scientifico del farmaco della natura subordinata del rapporto grava interamente su quest’ultimo l’onere di dimostrare in maniera specifica e concreta le modalità di esercizio dei poteri direttivo, organizzativo e disciplinare propri del datore di lavoro, nonché di allegare in modo specifico le ragioni per le quali le attività di cui al D.Lgs. 219/2006 debbano essere ritenute svolte in regime di subordinazione.
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