venerdì 10 febbraio 2017

Il rapporto tra azione in forma specifica e azione di risarcimento del danno pensionistico - Trib. Milano, Sez. Lavoro, sent. 237 del 31 gennaio 2017

L’azione di risarcimento del danno pensionistico ex art. 2116, II comma c.c. e l’azione in forma specifica ex art. 13, comma 1 L. 1338/1962 (la quale mira ad ottenere una rendita vitalizia riversibile pari alla pensione o quota di pensione adeguata dell’assicurazione obbligatoria che spetterebbe al lavoratore dipendente in relazione ai contributi omessi) sono azioni che sono non già connesse od interdipendenti, bensì del tutto autonome e non confondibili, anche se si fondano entrambe sul presupposto comune della omissione contributiva da parte del datore di lavoro, con la conseguenza che ove il lavoratore agisca nei confronti del datore di lavoro deducendo il mancato versamento di contributi previdenziali e chiedendo esclusivamente la condanna del datore al pagamento di un importo pari alla riserva matematica necessaria per costituire la rendita vitalizia ex art. 13 L. n. 1338 del 1962, l’azione esercitata è pur sempre quella di risarcimento danno ex art. 2116 c.c., comma II e, quindi, non occorre, rispetto a tale domanda, integrare il contraddittorio nei confronti dell’I.N.P.S.