martedì 29 gennaio 2019

Il "cash and carry" e lo svilimento del marchio – Tribunale di Milano, ord. 20 luglio 2018

Con l'ordinanza del 20 luglio 2018, il Tribunale di Milano ha sancito che "le modalità di vendita cash and carry non sono ontologicamente incompatibili con il prestigio e l’aura di lusso di un marchio. Come già affermato dalla giurisprudenza del Tribunale di Milano, il pregiudizio idoneo a provocare lo svilimento del marchio deve risultare da specifiche circostanze di fatto, non essendo sufficiente allegare l’esistenza di una particolare modalità di vendita di terzi estranei alla rete di distribuzione selettiva".

Secondo il Tribunale gli elementi idonei a svilire il prestigio e l’aura di lusso del marchio possono essere:

 - la commercializzazione dei beni tutelati dal marchio su scaffali in cui sono presenti prodotti di altri marchi;

- l’assenza di spazi circoscritti e vetrine dedicate ai prodotti;

- le modalità di vendita inadeguate ad una negozio di alto profilo o, comunque lesive dello stile e dell’immagine di prestigio del marchio;

- l’assenza di cartellini e materiali pubblicitari volti a far risaltare i prodotti all’interno del punto vendita;

- l’accostamento del marchio, nei volantini pubblicitari, a prodotti di toiletteria di basso profilo e di scarso valore economico;

- il packaging utilizzato per le consegne a domicilio non corrispondente ad uno standard di presentazione del prodotto adeguato, che si riduce all’utilizzo di scatoloni di cartone recanti marchi diversi (tra cui detergenti per il bagno).

Tali elementi, frustrando gli investimenti in termini di formazione professionale degli addetti vendita, qualità dei punti vendita e materiale pubblicitario provocano lo svilimento del marchio.