venerdì 18 ottobre 2019

Responsabilità dell’amministratore della società per condotte di mala gestio - Tribunale di Milano., Sez. Specializzata Imprese B, sent. n. 9041/2019

Con la sentenza n. 9041 dell’8 ottobre 2019, il Tribunale di Milano si è pronunciato sul ruolo dell’Amministratore di società, precisando oltre quali limiti quest’ultimo può ritenersi responsabile per mala gestio.

Nel caso in commento, una società chiedeva al Tribunale meneghino di accertare la responsabilità del proprio ex Presidente del CdA, contestandogli diverse condotte gestorie anomale quali, ad esempio, la mancata restituzione di un finanziamento personale, l’addebito di spese personali sul conto aziendale, irregolarità nei rimborsi carburante.

La società attrice chiedeva di condannare l’amministratore al ristoro di tutti i danni patrimoniali subiti nel corso degli anni.

Il Tribunale di Milano, nell’accogliere la domanda promossa dall’azienda, ha avuto modo di ribadire alcuni principi fondamentali in materia di responsabilità degli amministratori.

In particolare, “gli amministratori delle società di capitali rispondono per i danni conseguenti all’inadempimento dei doveri imposti dalla legge o dallo statuto, mentre sono esenti da responsabilità le scelte gestorie che rientrano nella c.d. discrezionalità dell’imprenditore, sempre che non esorbitino dai limiti della ragionevolezza e del fisiologico rischio d’impresa”.

Ciò in forza del principio generale del nostro ordinamento in tema di onere della prova, consolidato anche delle SS.UU. della Cassazione (sentenza n. 13533/2001), secondo cui “è onere del creditore allegare il titolo da cui sorge il proprio credito e l’inadempimento del debitore, mentre spetta a quest’ultimo, per non incorrere in responsabilità, dar prova di aver adempiuto correttamente all’obbligazione assunta”.

Onere dell’amministratore è, quindi, quello di dimostrare di aver mantenuto nello svolgimento delle funzioni che gli sono proprie un comportamento integerrimo e di aver agito non solo nell’esclusivo interesse della società, ma anche nei limiti (di legge e di Statuto) del proprio incarico.

Nel caso di specie, la società attrice ha correttamente fornito la prova delle condotte addebitate all’amministratore e del quantum di cui si chiedeva la liquidazione in sede giudiziale, mentre l’amministratore non ha adempiuto all’onere della prova a lui ascritto, riconoscendo implicitamente persino di aver fatto ricorso a condotte del tutto illegittime e confermando anche la scarsa trasparenza nell’utilizzo delle risorse societarie.

Per tale ragione la Sezione Impresa del Tribunale di Milano, accertate le condotte di mala gestio poste in essere dall’amministratore, ha accolto le domande dell’attrice rilevando l’infedeltà dell’amministratore e la gravità della sua condotta, e condannando quest’ultimo al risarcimento dell’azienda.