Dott. Gabriele Rigo - mercoledì 5 febbraio 2020

L’attività di controllo del datore di lavoro sull’indebito utilizzo dei permessi ex lege 104 (Trib. Milano, Sez. Lav., Ord. n. 1404 del 14/01/2020)

Il Tribunale di Milano, con ordinanza n. 1404/2020, emessa all’esito della fase sommaria del rito Fornero, ha ribadito il principio secondo cui l’indebito utilizzo dei permessi ex lege 104/1992 - per attendere finalità completamente estranee a quelle espressamente contemplate dalla legge - configura “senza dubbio alcuno una giusta causa di licenziamento”, nonché una condotta penalmente rilevante.

Nel caso di specie, un dipendente chiedeva ed otteneva un permesso ex art. 33, L. 104/92 per prestare attività di assistenza in favore del soggetto disabile beneficiario della relativa tutela.

Tuttavia, la società datrice, a mezzo di un controllo eseguito da una primaria società di investigazioni, appurava che nelle giornate oggetto di permesso il dipendente si dedicava ad attività assolutamente estranee all’assistenza del soggetto disabile e, soprattutto, a quelle poste a fondamento delle giustificazioni dallo stesso rese in sede di procedimento disciplinare.

Sulla base di tali risultanze investigative, la società licenziava il dipendente per giusta causa.

Il Tribunale meneghino, adito dal lavoratore, ha ritenuto che la versione dei fatti offerta dal ricorrente fosse completamente smentita dal report investigativo prodotto dalla società, dalle cui risultanze emergeva, altresì, la grave riprovevolezza della condotta serbata dal lavoratore. Infatti, come evidenziato dalla società, assistita dallo Studio Legale Lupi & Associati, nelle giornate oggetto di contestazione era emerso che il lavoratore non aveva svolto alcun tipo di attività in favore del soggetto disabile, né si era dedicato alle presunte attività poste a giustificazione dell’illecita condotta tenuta.

Il Giudice del lavoro ha poi ritenuto pienamente legittima l’attività di monitoraggio disposta dalla datrice di lavoro, sposando il principio secondo cui “i controlli demandati dal datore di lavoro, anche a mezzo di agenzia investigativa, sono legittimi ove siano finalizzati a verificare comportamenti del lavoratore che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti od integrare attività fraudolente”: nel caso di specie, il controllo demandato all’agenzia investigativa era pienamente legittimo in quanto “non diretto a verificare le modalità di adempimento della prestazione lavorativa, bensì la potenziale condotta fraudolenta del dipendente nel corso di un assenza autorizzata ai sensi della legge 104/1992”.

Per tali ragioni, il Giudice ha rigettato in toto il ricorso presentato dal lavoratore, confermando la legittimità del licenziamento per giusta causa irrogato dall’azienda.