mercoledì 17 giugno 2020

COVID-19 E DIRITTO FASE 3: INFORMAZIONE SCIENTIFICA E CONVEGNI

Il 15 giugno 2020 è ufficialmente incominciata la c.d. Fase 3 e, cioè, la fase della convivenza con il virus.

Tale fase si caratterizza per una graduale ripartenza di tutte le attività produttive, prestando sempre molta attenzione ai numeri di contagi e ponendo in essere tutte le misure necessarie ad evitare il riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria.

La ripartenza inevitabilmente riguarda anche l’attività di informazione scientifica.

Per garantire l’esercizio dell’attività di informazione scientifica in sicurezza è necessario che sia garantito il rispetto delle misure previste nelle Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive, pubblicato l’11 giugno 2020 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Per quanto riguarda l’informazione scientifica le suddette Linee Guida prevedono l’adozione delle seguenti misure:

- dovranno ancora essere privilegiate le attività da remoto e di contatto a distanza;

- nel caso in cui l’attività di informazione sia svolta personalmente, la stessa dovrà avvenire previo appuntamento preventivamente concordato, individuando specifici orari per evitare, dove possibile, intersezioni con altri utenti o pazienti, e, sempre, nel rispetto della distanza personale;

- per tutti gli informatori si applicano le disposizioni/protocolli della struttura/azienda presso cui si recano per lo svolgimento della loro attività;

- l’informatore deve sempre provvedere ad adeguata igiene delle mani e all’utilizzo della mascherina a protezione delle vie aeree;

- all’esito degli incontri, inoltre, dovrà favorirsi il ricambio d’aria negli ambienti;

- nello svolgimento dell’attività informativa dovrà, in ogni caso, evitarsi l’utilizzo promiscuo di oggetti.

A seguito dell’emanazione delle Linee Guida della Conferenza, le singole Regioni sono intervenute sul tema per adottare specifiche misure relative alle modalità di svolgimento dell’attività di informazione scientifica, ciascuna sul proprio territorio.

La maggior parte delle Regioni si è limitata a riportare nei propri atti quanto previsto dalla Conferenza, senza nulla aggiungere alle indicazioni fornite: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Toscana e Valle d’Aosta.

Altre Regioni, invece, hanno previsto misure più o meno restrittive.

Nello specifico:

Emilia Romagna:

Viene prevista la possibilità di svolgere attività di informazione scientifica in presenza, a patto che vi sia l’attento rispetto da parte dei partecipanti agli incontri delle disposizioni e dei protocolli delle Strutture/Aziende sanitarie.

Nel caso in cui non sia possibile garantire la sicurezza nello svolgimento dell’informazione scientifica in presenza, è comunque consentita l’attività svolta telefonicamente o in videoconferenza, sia mediante incontri individuali che mediante collegamenti collegiali. Nel caso di informazione da remoto, la stessa non potrà essere effettuata mediante piattaforme che richiedano lo scaricamento di specifici programmi o l’iscrizione a determinati servizi.

Puglia:

E’ stata disposta la revoca del divieto di accesso degli informatori alle strutture sanitarie pubbliche e private.

L’accesso alle strutture sanitarie, in ogni caso, dovrà essere limitato allo stretto necessario e cioè ai soli casi in cui non sia possibile lo svolgimento di attività da remoto.

Sardegna:

Dal 28 maggio 2020 è autorizzata la ripresa dell’attività di informazione medico scientifica che, però, potrà avvenire esclusivamente previo appuntamento concordato così da individuare specifici orari al fine di evitare intersezioni con altri utenti o pazienti negli spazi d’attesa.

Nel corso degli incontri dovranno essere utilizzati adeguati dispositivi di protezione e dovrà essere rispettata la distanza interpersonale.

Sicilia:

Dal 15 giugno 2020 è autorizzata la ripresa dell’attività di informazione medico scientifica.

L’attività di persona dovrà sempre avvenire previo appuntamento preventivamente concordato.

Per quel che concerne l’attività svolta da remoto, si precisa che, in ragione del particolare contesto post emergenziale, gli incontri di informazione da remoto non rientreranno, fino a nuova e differente comunicazione, nel computo indicativo di cinque visite annuali per ciascun operatore.

Provincia autonoma di Trento:

Dal 15 giugno 2020 l’attività di informazione è ripresa.

Viene ancora privilegiata l’attività da remoto.

Per quanto riguarda gli incontri da svolgersi personalmente, oltre alle misure previste dalle Linee Guida è stabilito che gli incontri possano svolgersi esclusivamente in giorni e fasce orarie definite dai responsabili delle strutture sanitarie. Dovrà essere tenuta traccia di tutti gli incontri effettuati, così da consentire da parte della direzione medica e da ricostruire, in caso di necessità, i contatti avuti con dagli operatori con gli Informatori.

Gli informatori, infine, sono soggetti alle misure previste per l’accesso alle strutture presso le quali si recano. In particolare sarà opportuno che ciascun Informatore, compili una scheda di pre-triage e che sia sottoposto alla misurazione della temperatura corporea.

La durata degli incontri, in ogni caso, dovrà essere limitata al tempo strettamente necessario.

Veneto:

Gli informatori scientifici potranno accedere, ai fini dello svolgimento dell’attività professionale e negli orari d’ufficio, alle strutture sanitarie del Servizio Sanitario Regionale anche in deroga alle disposizioni limitative degli accessi adottate dalle singole strutture. Ciò a patto che vengano rispettate le misure relative all’uso di dispositivi di protezione personali e al distanziamento.

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Infine, si rileva che il DPCM dell’11 giugno 2020, all’art. 1, lett. V) conferma la sospensione di congressi, riunioni e meeting che coinvolgano il personale sanitario.

A questo punto, vista anche l’emissione delle linee guide dalla Conferenza delle Regioni e l’adozione da parte delle Regioni di specifici provvedimenti in materia di informazione scientifica, non si ritiene che il suddetto divieto possa riferirsi anche allo svolgimento personalmente degli incontri di informazione scientifica.

Tale previsione, in ogni caso, limita nuovamente la possibilità di organizzare convegni ai quali partecipi personale sanitario (possibilità che alcune Regioni – Calabria, Sicilia e Campania – avevano previsto sin dai primi giorni di giugno a patto che venissero utilizzate adeguate misure anticontagio).