mercoledì 22 luglio 2020

NOTIFICHE PEC NEI CONFRONTI DELLA P.A. – VALIDI ANCHE GLI INDIRIZZI CENSITI NEL REGISTRO I.P.A.

Dal 17 luglio 2020 non sarà più così difficile (per non dire impossibile) notificare un atto giudiziario a mezzo pec nei confronti delle PA.

L’art. 28, lett. c. del D.L. 76/2020 (c.d. “Decreto Semplificazioni”), allo scopo di introdurre misure urgenti per la digitalizzazione della PA, ha finalmente equiparato l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) al Registro PP.AA.

La questione è assolutamente rilevante perché ad oggi sono ancora molto poche le Pubbliche Amministrazioni che hanno ottemperato all’obbligo di comunicare il proprio indirizzo pec al Registro, come stabilito dal D.L. n. 179/2012, al fine di favorire le comunicazioni e notificazioni in via telematica.

Con l’introduzione dell’art. 16, comma 12 del D.L. 179/2012, infatti, il Registro PP.AA., gestito direttamente dal Ministero della Giustizia, aveva definitivamente soppiantato l’Indice IPA di cui al D.lgs. 82/2005 (CAD).

Nonostante l’obbligo ex lege la maggior parte degli enti, tuttavia, non ha mai ottemperato e provveduto a comunicare un valido indirizzo di posta certificata a cui recapitare le notificazioni, rendendo impossibile ai soggetti abilitati di adire la via telematica e costringendoli alla sola notifica a mezzo UNEP (con tutti i costi e le tempistiche ad essa connessi).

Nel corso degli anni la giurisprudenza si è spaccata tra coloro che propendevano per il riconoscimento della validità di una notifica effettuata ad un indirizzo ricavato dall’Indice IPA (specie in assenza di alternativa) e coloro che, invece, hanno sempre e comunque invocato la sua nullità.

Il Decreto Semplificazioni, forse recependo l’orientamento più permissivo sempre più diffuso, ha sancito una volta per tutte che in caso di mancata indicazione da parte dell’Ente nel Registro PP.AA. “la notificazione alle pubbliche amministrazioni degli atti in materia civile, penale, amministrativa, contabile e stragiudiziale è validamente effettuata, a tutti gli effetti, al domicilio digitale indicato nell’elenco previsto dall’art. 6-ter del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82”.

Si tratta di un piccolo passo che, però, rende la PA più accessibile per tutti i cittadini e semplifica di fatto le comunicazioni.