venerdì 7 agosto 2020

Decreto di attuazione della Direttiva PIF: le novità per il D.Lgs n. 231/2001

Con la pubblicazione in Gazzetta del D.Lgs 75/2020, il Parlamento ha recepito e adeguato la disciplina penale italiana alla così detta direttiva P.I.F. (la direttiva per la protezione degli interessi finanziari – n. 2017/1371) in tema di lotta contro la frode che leda gli interessi finanziari dell'Unione.

Tra le principali novità introdotte spicca l’intervento integrativo del D.Lgs n. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, che ha visto ampliare in maniera significativa il catalogo dei reati presupposto.

Tra i “nuovi” reati segnaliamo: il delitto di frode nelle pubbliche forniture, di frode in agricolture e di contrabbando, alcuni delitti contro la pubblica amministra (peculato, abuso d’ufficio) nei casi in cui da essi derivi un danno agli interessi finanziari dell’Unione Europea, nonché alcuni reati tributari (i delitti di dichiarazione infedele, di omessa dichiarazione e di indebita compensazione).

È stato inoltre inasprito il quadro sanzionatorio dei reati presupposto già presenti nel D.Lgs 231, pre-recepimento della direttiva europea.

Che cosa cambia per le imprese dal punto di vista operativo?

Per garantire il rispetto della compliance aziendale, le imprese che si sono dotate di un modello organizzativo, di gestione e controllo (il così detto MOG) dovranno provvedere al suo aggiornamento e prevedere dei nuovi presidi volti a scongiurare il rischio di commissione dei reati appena introdotti.