mercoledì 26 settembre 2018

PUNTO E A CAPO SULLE INDENNITA’ RISARCITORIE IN CASO DI LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO

Non c’è pace per il Jobs Act e la Corte Costituzionale apre un nuovo capitolo dichiarando l’illegittimità costituzionale del criterio di quantificazione dell’indennità risarcitoria dovuta al lavoratore ingiustamente licenziato, introdotto con il D.Lgs. 23/2015.

Con ordinanza del 26 luglio 2017, il Tribunale del Lavoro di Roma aveva infatti sollevato una questione di legittimità costituzionale sul nuovo contratto di lavoro a tutele crescenti e, in particolare, sul meccanismo di quantificazione della tutela indennitaria da riconoscere ai lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 ed ingiustamente licenziati.

La Corte Costituzionale, con motivazioni che saranno rese note fra qualche settimana, ha concluso per l’illegittimità dell’art. 3, primo comma, del D.Lgs. 23/2015, nella parte in cui prevede che in caso di accertamento dell’illegittimità del licenziamento, il giudice condanni il datore di lavoro al pagamento di un'indennità di importo pari a due mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio. La norma al vaglio del sindacato di legittimità prevedeva inoltre che l’indennizzo non potesse essere inferiore a 4 mensilità e superiore a 24 mensilità.

Ad avviso della Consulta, un'indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore viola i principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della costituzione.

La Corte ha invece dichiarato inammissibili o infondate tutte le altre questioni relative ai licenziamenti.

La decisione è certamente destinata ad incidere anche sulle recenti novità introdotte dal Decreto dignità n. 87/2018 che, in punto di indennità risarcitorie, si era limitato ad ampliare la forchetta dell’indennità minima o massima da riconoscere (6 e 36), senza spingersi fino al punto di scalfire il meccanismo di base introdotto dal Governo Renzi.

Poiché la motivazione della sentenza non è ancora disponibile, non è ancora chiaro quale tutela dovrà stabilire il Giudice nel caso di ritenuta illegittimità del licenziamento. Il punto sarà oggetto di approfondimento nelle prossime newsletter.