giovedì 6 giugno 2019

Automobili in leasing: l’utilizzatore è l’unico tenuto a pagare il bollo auto - Cass. civ. Sez. V, sent. n. 13131 del 16 maggio 2019

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 13131 del 16 maggio 2019, ha stabilito che per i veicoli concessi in leasing il soggetto obbligato in via esclusiva al pagamento della tassa automobilistica regionale (c.d. bollo auto) è il soggetto utilizzatore, anche in riferimento ai rapporti sorti anteriormente al 15 giugno 2016.

Con la sentenza in commento e le altre tre dal contenuto identico e depositate tutte il 16 maggio 2019 (nn. 13132, 13133, 13135), la Cassazione ha finalmente avuto l’occasione di pronunciarsi sull’annosa questione concernente l’individuazione del soggetto passivo della tassa regionale per i veicoli concessi in locazione finanziaria.

Così stabilendo, gli Ermellini hanno posto fine alla decennale diatriba interpretativa originata dall’introduzione della Legge 99/2009 ed alimentata dalle successive tappe della stagione normativa che ha coinvolto il tributo regionale in oggetto.

La Legge 99/09, entrata in vigore il 15 agosto del 2009, allargando il novero dei soggetti tenuti al pagamento della tassa previsti dalla previgente disciplina ex art. 5 del D.L. 953/82, che individuava quale unico soggetto passivo il proprietario del veicolo (la società concedente), ha, di fatto, mutato il soggetto destinatario dell’obbligo. Infatti, tenuti al pagamento del bollo auto sono coloro che risultano “proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria”.

Le Regioni ravvisavano nel citato dettato normativo, così come riformulato, una doppia soggettività passiva, sia in capo al proprietario sia in capo all’utilizzatore, in quanto solidalmente obbligati.

L’opposta tesi, caldeggiata dalle società concedenti, individuava, invece, il discrimine dell’attribuzione della soggettività passiva nella presenza o meno del soggetto utilizzatore, escludendo, di fatto, una presunzione di solidarietà passiva: il proprietario è tenuto al pagamento solo qualora il veicolo non sia oggetto di leasing.

La norma di interpretazione autentica, munita di efficacia retroattiva, del D.L. 78/2015 è stata il primo intervento normativo atto a dirimere la questione. La norma, infatti, era tesa a chiarire una volta per tutte che per i veicoli concessi in leasing dal 15 agosto 2009 l’unico soggetto passivo della tassa sarebbe stato l’utilizzatore, suggellando, in questo modo, la tesi sostenuta dalle società concedenti.

Tuttavia, la raggiunta tregua era soltanto apparente, poiché con l’introduzione del decreto enti locali n. 113/2016 sarebbero riemersi i medesimi attriti interpretativi.

Infatti, il succitato decreto, abrogando la legge di interpretazione autentica e contestualmente introducendo una norma pressoché identica a quella previgente ma con decorrenza dal 1° gennaio 2016, ha concesso l’opportunità alle Regioni di reintrodurre retroattivamente la responsabilità solidale delle società concedenti per il periodo disciplinato dalla norma interpretativa abrogata.

La Suprema Corte, con le sentenze gemelle del 16 maggio 2019, ha escluso definitivamente sia l’operatività retroattiva della norma, sia la coerenza di quest’ultima interpretazione con il sistema normativo delineatosi negli anni.

Infatti una simile lettura non solo si porrebbe in contrasto con lo Statuto del Contribuente, ma, al contempo, comporterebbe una frattura del tutto irrazionale della disciplina in oggetto.

Pertanto, il più giovane intervento normativo in materia deve essere interpretato in coerenza con l’evoluzione della disciplina prevista dalla legge 99/2009, corroborando l’intento originario del legislatore di attribuire la soggettività passiva della tassa unicamente al soggetto utilizzatore e di escludere la responsabilità solidale della società di leasing in caso di mancato pagamento da parte di quest’ultimo.