giovedì 27 giugno 2019

Per il Tribunale dell’Unione Europea la registrazione del marchio Adidas è nulla – Tribunale UE, Sentenza 16 giugno 2019, causa C-307/17

La registrazione del marchio europeo Adidas all’EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale) effettuata nel dicembre 2013 è da considerarsi nulla.

Così ha stabilito lo scorso 16 giugno il Tribunale dell’Unione Europea, respingendo il ricorso della multinazionale di abbigliamento sportivo tedesca.

Nel 2013, nella domanda di registrazione nella classe 25 (Accordo di Nizza del 1957 “abbigliamento, scarpe e pelletteria”), infatti, Adidas aveva indicato il proprio marchio come figurativo descrivendolo come “costituito da tre strisce parallele equidistanti di uguale lunghezza, applicate sul prodotto in qualsiasi direzione”.

Nel 2014 la Divisione Annullamento dell’EUIPO accoglieva il ricorso presentato dalla società belga Shoe Branding Europe BVBA (i cui prodotti presentano due strisce che possono facilmente essere confuse con il più celebre marchio tedesco) per la dichiarazione di nullità della suddetta registrazione, sulla base del rilievo che il marchio controverso fosse privo dell’ essenziale carattere distintivo (intrinseco o acquisito in seguito all’uso).

Nel 2016 Adidas impugnava la decisione sostenendo che il marchio, diversamente da quanto sostenuto dalla Commissione, avesse acquisito carattere distintivo in tutta l’Unione Europea tramite l’uso, portando a sostegno di tale affermazione una serie di studi e prove (in larga parte, immagini).  

Ma questa tesi non convinceva la seconda Commissione Dell’EUIPO che, confermando la decisione del 2014, ribadiva che il marchio era stato registrato in violazione dell’art. 7, paragrafo 1, lett. b) del Reg. 207/2009.

Il Tribunale dell’UE, cui Adidas si rivolgeva per ottenere l’annullamento della summenzionata decisione, ha affermato nuovamente la correttezza dei ragionamenti della Commissione EUIPO.

Ai sensi del citato art. 7, par. 1, lett. b) del Reg. 207/2009 devono essere esclusi dalla registrazione i marchi privi di carattere distintivo che sia intrinseco, o che sia acquisito nel tempo in seguito all’uso che di tale marchio è stato fatto: ciò significa che il marchio è idoneo ad identificare un dato prodotto come proveniente da quella determinata impresa e, dunque, a distinguerlo dai prodotti di altre imprese.

Nel caso in cui un marchio registrato non presenti il carattere della distintività, ai sensi dell’art. 52 del Reg. 207/2009 deve essere dichiarato nullo.

Nel caso di specie, il marchio Adidas (le tre strisce parallele) registrato è figurativo, ordinario, privo di elementi denominativi e “estremamente semplice”, in cui, in assenza dell’indicazione di dimensioni specifiche, anche una minima alterazione può provocarne uno scostamento significativo da quello registrato: tre strisce nere su fondo bianco.

Persino l’inversione dei colori o la diversa inclinazione delle strisce, contrariamente a quanto sostenuto da Adidas, risultano essere variazioni non trascurabili rispetto al modello registrato.

Inoltre, gli elementi probatori prodotti da Adidas non sono tali da raggiungere la prova dell’acquisizione del carattere distintivo del marchio in tutta l’Unione: in particolare, gli studi di mercato allegati al ricorso riguardavano solamente 5 Stati membri su 23 e, senza ulteriori elementi di prova non potevano, di fatto, essere estesi tout court ai mercati di tutti gli altri membri rimasti esclusi.

A nulla rileva neppure l’uso del marchio controverso in numerose manifestazioni sportive di carattere europeo e internazionale e l’attività di sponsorizzazione sportiva.

Per il Tribunale gli elementi probatori prodotti da Adidas, anche se valutati complessivamente, “[…] da un lato, non consentono di dimostrare un uso del marchio controverso in tutto il territorio dell’Unione e, dall’altro, non sono sufficienti, in ogni caso, a dimostrare che, in seguito a tale uso, il marchio controverso è divenuto idoneo, in tutto il suo territorio, ad identificare i prodotti per i quali è stato registrato e, quindi, a distinguere tali prodotti da quelli di altre imprese”.