venerdì 6 settembre 2019

Le novità introdotte dal Decreto "Tutela Lavoro" - D.L. n. 101 del 3 settembre 2019

Con il D. L. del 3 settembre 2019 n. 101, sono state introdotte importanti novità all’art. 2 del D.lgs 81/2015 che disciplina le collaborazioni organizzate dal committente.

A partire dal 5 settembre 2019, il primo comma del suddetto articolo prevede che le disposizioni del rapporto di lavoro subordinato troveranno applicazione “anche qualora le modalità di esecuzione della prestazione siano organizzate mediante piattaforme digitali”.

La norma, ponendosi il chiaro obiettivo di garantire e promuovere un’occupazione sicura e dignitosa, rafforza la più recente tesi giurisprudenziale che ha ammesso l’utilizzo del contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co. co. co.) anche per i c.d. rider.

Il Decreto si rivolge però a tutti i lavoratori digitali e, quindi, non solo ai rider (categoria per la quale negli ultimi anni sono state sollevate molte questioni interpretative circa la portata applicativa dell’art. 2 del D.lgs 81/2015).

La norma non qualifica in maniera vincolante il lavoro digitale, limitandosi a fornire un’indicazione che potrà anche essere smentita laddove ricorrano elementi utili a qualificare diversamente il singolo rapporto di lavoro.

Il Decreto introduce poi specifiche novità con riferimento ai rider che troveranno applicazione solo decorsi 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

In particolare, è prevista l’introduzione nel D.lgs 81/2015 di un nuovo capo, rubricato “Tutela del lavoro tramite piattaforme digitali”, contenente la disciplina volta a garantire ai rider livelli minimi di tutela economica e normativa, stabilendo quanto segue:

- il corrispettivo potrà essere determinato in base alle consegne effettuate, ma non in misura prevalente;

- il corrispettivo orario potrà essere riconosciuto al lavoratore a condizione che, per ciascuna ora lavorativa, lo stesso accetti almeno una chiamata;

- i rider dovranno avere la copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.  

Si prevede, inoltre, di rimettere alla contrattazione collettiva la possibilità di definire “schemi retributivi modulari e incentivanti che tengano conto delle modalità di esecuzione della prestazione e dei diversi modelli organizzativi”.