venerdì 13 settembre 2019

E-Commerce e Distribuzione Selettiva dei marchi di lusso - Trib. Milano, ord. del 3 luglio 2019

Il Tribunale di Milano mette uno stop alla distribuzione dei prodotti di lusso su Amazon. Con provvedimento del 3 luglio 2019, la sezione competente in materia di impresa ha infatti stabilito che può considerarsi lesivo del prestigio e dell’immagine di un noto brand di lusso e dei suoi prodotti la vendita, la promozione e la pubblicizzazione su Amazon nella stessa schermata di prodotti di altre marche appartenenti a segmenti di mercato più bassi.

Nel caso di specie, nella sezione “Bellezza Luxury” del sito di e-commerce Amazon venivano mostrati e offerti i prodotti di un noto marchio francese di cosmetici di alta gamma insieme a prodotti di fascia più bassa e di scarso valore economico, anche di altri settori merceologici, tra cui, ad es. i prodotti per la pulizia della casa.

Giudicando tale sistema di vendita pregiudizievole all’immagine di lusso e di prestigio, l’azienda francese si rivolgeva, quindi, al Tribunale di Milano chiedendo, ai sensi del combinato disposto degli art. 13 c.p.i., 700 c.p.c. e 163 l.d.a., di inibire ad Amazon la commercializzazione, la promozione e la pubblicità dei propri prodotti, riservandosi di agire per il risarcimento dei danni patiti.

Il suddetto marchio, infatti, proprio allo scopo di preservare la propria immagine elitaria, in conformità a quanto stabilito nel Reg. CE 330/2010, consente la vendita dei propri prodotti cosmetici solamente a rivenditori, quali profumerie di lusso o reparti specializzati con personale qualificato di profumeria e cosmetica dei grandi magazzini, all’uopo autorizzati (distribuzione selettiva).

E’ proprio alla luce degli standard richiesti dall’azienda francese che la messa in vendita dei suoi prodotti sul marketplace di Amazon può risultare particolarmente lesiva dell’aura di esclusività del brand, in quanto:

a) i prodotti vengono accomunati a materiale pubblicitario e link di prodotti di altre marche meno pregiate, svilendo la qualità degli stessi;

b) manca del tutto un servizio di assistenza ai clienti come quello assicurato dal personale specializzato presente fisicamente nei punti vendita, in grado di consigliare e informare adeguatamente i consumatori.

Citando la Corte di Giustizia, il Tribunale sottolinea che, in effetti, “[…] una vendita online di prodotti di lusso tramite piattaforme che non appartengono ad alcun sistema di distribuzione selettiva di tali prodotti, nell’ambito della quale il fornitore non ha la possibilità di controllare le condizioni di vendita dei suoi prodotti, determina il rischio di uno scadimento della presentazione di detti prodotti su Internet, idoneo a nuocere alla loro immagine di lusso e, quindi, alla loro stessa natura”.

Per tali ragioni, il Tribunale di Milano ha ritenuto sussistenti tutti i requisiti per la concessione di un’inibitoria nei confronti di Amazon per impedire la promozione e la vendita in tutto il territorio nazionale dei prodotti in questione, onde evitare il rischio di un ulteriore pregiudizio per il marchio e la conseguente perdita di valore del medesimo, che sarebbero peraltro difficilmente quantificabili.