martedì 15 ottobre 2019

Rinnovo CCNL Dirigenti dell’industria: cosa cambia?​ - Accordo di rinnovo del 30 luglio 2019 tra Federmanager e Confindustria

Il 30 luglio 2019 Federmanager e Confindustria hanno firmato l’accordo di rinnovo del CCNL dei dirigenti di aziende industriali del 30 dicembre 2014.

il CCNL rinnovato con l’accordo in questione decorre dal 1° gennaio 2019 e scadrà il 31 dicembre 2023.

Di seguito, si riporta una breve sintesi delle novità introdotte.

  • (Art. 3) IL TRATTAMENTO MINIMO COMPLESSIVO DI GARANZIA

È stato incrementato il trattamento minimo complessivo di garanzia (TMCG) da assumere come parametro di riferimento per il calcolo del livello minimo di retribuzione annuale del dirigente. In particolare, il TMCG da utilizzare come criterio di riferimento sarà pari ad Euro 69.000 (lordi), a valere dall'anno 2020 ; sarà invece pari ad Euro 72.000 (lordi) a partire dal 2022, ed Euro 75.000 dal 2023.

Per i dirigenti già in forza al 1° gennaio 2015 continueranno ad applicarsi, se di miglior favore, i precedenti parametri di TMCG previsti dall'art. 3, comma 2, del CCNL 30 dicembre 2014.

  • (Art. 6 bis) COMPENSI DI IMPORTO VARIABILE COLLEGATI A INDICI E/O RISULTATI

Allo scopo di favorire la diffusione di modelli retributivi coerenti con la figura del dirigente, è stato

Tali modelli sono previsti per le aziende non dotate di un proprio regolamento MBO, che restano comunque libere di predisporre differenti piani di incentivazione con parametri e modalità differenti rispetto a quelli previsti dal CCNL.

  • (Art. 7) FERIE

Pur confermando il principio dell’irrinunciabilità delle ferie retribuite per un periodo non inferiore a 4 settimane, le Parti hanno previsto che le ferie eccedenti il minimo legale, se non fruite per scelta del dirigente entro i 24 mesi successivi all’anno di maturazione, non saranno più utilizzabili o liquidabili.

Il datore di lavoro è però tenuto ad informare il dirigente che la mancata fruizione non verrà sostituita dal pagamento dell’indennità per ferie non godute. Se mancano l’invito alla fruizione di tale periodo e la relativa informativa, il dirigente avrà diritto a ricevere un’indennità sostitutiva entro un mese dalla scadenza dei 24 mesi.

  •  (Art. 9) FORMAZIONE, CULTURA MANGERIALE E PROFESSIONALE, POLITICHE ATTIVE

Dal 1° gennaio 2019, i datori di lavoro verseranno all'associazione “4. Manager” una quota annuale pari ad Euro 100,00, per ogni dirigente in servizio che sia coinvolto in processi di ristrutturazione o di risoluzione del rapporto e che non abbia maturato il diritto alla pensione. Alla stessa associazione è stato poi affidato il compito di raccogliere e diffondere le “best practices” attuate dalle imprese, in tema di maternità, paternità e pari opportunità (Art. 11 bis e ter).

  • (Art. 11) TRATTAMENTO DI MALATTIA

In merito alla malattia, è stato introdotto un nuovo tipo di periodo di comporto. Potranno essere tenute in considerazione tutte le assenze verificatesi nei 3 anni precedenti l’ultima assenza per malattia. Inoltre, è stato aumentato il periodo di aspettativa non retribuita fino a 12 mesi, per i casi di gravi malattie oncologiche e patologie croniche.

  • (Art. 12, c. 5) TRATTAMENTO DI INFORTUNIO E MALATTIA DA CAUSA DI SERVIZIO

Dal 1° gennaio 2020, la polizza di assicurazione per morte o di invalidità permanente (che le aziende devono provvedere a stipulare) passerà da euro 150.000 a euro 200.000 (per i dirigenti senza coniuge o figli a carico) e da euro 220.000 ad euro 300.000 (per i dirigenti con coniuge o figli a carico). Il dirigente concorrerà al costo del relativo premio versando un importo annuo di euro 200,00.

  • (Art. 14) TRASFERIMENTO DEL DIRIGENTE

Salvo diverso accordo tra le parti, il trasferimento individuale non potrà essere disposto nei confronti del dirigente che abbia compiuto il 55° anno di età. In presenza di figli minori, il trasferimento non potrà essere disposto nei confronti dei dirigenti che abbiano compiuto il 50° anno di età.

  • (Art. 18) PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Con decorrenza dal 1° gennaio 2020, la contribuzione dovuta al Fondo Previndai sarà pari al 4% a carico dell’impresa e al 4% a carico del dirigente. Nel limite complessivo dell'8%, l'azienda potrà accordare al lavoratore un trattamento di favore, facendosi carico di una quota della contribuzione dovuta dal dirigente fino al limite massimo del 3%.

Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2022, il contributo annuo a carico azienda non potrà essere inferiore ad Euro 4.800, indipendentemente dall'anzianità di servizio del dirigente.

  • (Art. 18 bis) ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA

 Dal 1° gennaio 2020, la contribuzione per la Gestione Separata Fasi (GS FASI) sarà ripartita in parti uguali tra la gestione per i dirigenti licenziati e la gestione separata.

  • (Art. 19) LICENZIAMENTO INGIUSTIFICATO E INDENNITÀ SUPPLEMENTARE

È stata introdotta una modifica anche al quantum di indennità supplementare da riconoscere al Dirigente in caso di licenziamento illegittimo.

Più precisamente, la modifica riguarda i rapporti fino a 2 anni di anzianità dirigenziale.

Diversamente dal precedente CCNL, che prevedeva il riconoscimento di un’indennità pari a due mensilità, l’accordo di rinnovo prevede che al Dirigente è dovuta un’indennità pari a 4 mensilità pari al corrispettivo del preavviso.

Restano ferme le tutele previste per i rapporti dirigenziali di più lunga durata che si riportano:

  • da 4 a 8 mensilità, oltre i due anni e sino a sei anni di anzianità aziendale;
  • da 8 a 12 mensilità, oltre i sei anni e sino ai dieci anni di anzianità aziendale;
  • da 12 a 18 mensilità, oltre i dieci e sino ai quindici anni di anzianità aziendale;
  • da 18 a 24 mensilità, oltre i quindici anni di anzianità aziendale.

Tali modifiche, però, non operano nei casi di licenziamento collettivo.