giovedì 30 aprile 2020

COVID-19 E DIRITTO: L'INFORMAZIONE SCIENTIFICA NELLA FASE 2

Le aziende del settore healthcare si stanno chiedendo se dal 4 maggio, con l’inizio della cd. Fase 2 dell’emergenza sanitaria Covid-19, ci saranno maggiori aperture anche per l’attività di informazione scientifica, ad oggi fortemente limitata.

Se ne stanno occupando, in particolare, le associazioni di categoria delle imprese interessate. Federsalus, ad esempio, in un comunicato del 28 aprile 2020 ha diramato la notizia secondo cui dal 4 maggio saranno consentite le attività degli informatori riconducibili ai codici ATECO individuati nell’Allegato 3 del DPCM del 26 aprile 2020, che autorizza il commercio all’ingrosso (codice ATECO 46) e le altre attività professionali e scientifiche (Codice ATECO 74). Nello specifico, sono autorizzati i seguenti sotto-codici con i quali può essere generalmente classificata l’attività degli informatori scientifici:

  1. 46.18.31: Agenti e rappresentanti di prodotti farmaceutici; prodotti di erboristeria per uso medico;
  2. 46.18.32: Agenti e rappresentanti di prodotti sanitari ed apparecchi medicali, chirurgici e ortopedici;
  3. 46.18.34: Procacciatori d’affari di prodotti farmaceutici e cosmetici;
  4. 74.90.99: Altre attività professionali non codificate altrove.

Il che è assolutamente corretto.

Resta tuttavia un rilevante limite allo svolgimento dell’attività di informazione, derivante dalle modalità di esercizio delle visite. L’art. 1 del DPCM del 26 aprile 2020 lett. S, indica infatti che “sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità […] sono adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie”.

Non è certo che il legislatore avesse in mente le visite degli informatori scientifici quando ha scritto questa norma, ma la fattispecie vi ricade pienamente.

Sono inoltre ancora vigenti alcuni provvedimenti regionali più restrittivi, che vietano espressamente lo svolgimento di attività di informazione scientifica, almeno per quanto riguarda le visite.

Al momento risulta che l’informazione sia sospesa in Puglia sino a nuovo ordine, nella Provincia Autonoma di Trento sino al 3 giugno e in Campania sino al 30 maggio, oltre a possibili provvedimenti restrittivi adottati dalle singole ASL.

Pertanto, si può ritenere che almeno fino al 17 maggio non vi sia la possibilità per gli ISF di incontrare personalmente il personale sanitario, fermo restando lo svolgimento di tutte le altre attività affidate all’informatore, nel rispetto delle misure di sicurezza e contenimento.

L’attività di informazione scientifica nei confronti degli operatori sanitari, tuttavia, deve proseguire possibilmente su tutto il territorio nazionale con omogeneità, al fine di garantire la continuità dell’aggiornamento degli operatori. E ciò è possibile attraverso gli strumenti tecnologici di comunicazione (telefono, e-mail, videochiamate, piattaforme di comunicazione digitale, ecc.), che oggi consentono persino di organizzare a distanza webinar e congressi cui partecipano centinaia di persone.

Lo svolgimento dell’attività da remoto in questo momento storico particolare risponde alle prescrizioni del Governo, che, anche con l’ultimo decreto del 26 aprile, sta fortemente raccomandando l’utilizzo di forme di lavoro agile, dove la prestazione da svolgere lo consenta, e di preferire forme di contatto da remoto per evitare i meeting personali. Lo stesso protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro prevede che non debbano essere consentite le riunioni in presenza se non nell’impossibilità di collegamento a distanza.

Per cui tale opportunità in questo particolare momento dovrebbe a parere di chi scrive prevalere anche sulla necessità di acquisire preventivamente un consenso esplicito dell’operatore sanitario a questa modalità di contatto, che potrà sempre comunque rifiutarla e ferme restando tutte le tutele necessarie in materia di privacy.

Il 24 aprile è stato approvato un ordine del giorno che impegna il Governo ad emanare delle direttive in materia di informazione scientifica valide in ambito nazionale e i soggetti istituzionali coinvolti stanno già lavorando a delle possibili bozze di protocollo. Probabilmente, quindi, nelle prossime settimane saranno elaborate e condivise delle linee guida che consentiranno di proseguire in sicurezza l’attività di informazione scientifica nella Fase 2, anche attraverso l’informazione scientifica diretta, in un’ottica di approccio multicanale, mettendo anche al riparo le stesse aziende da possibili responsabilità per la sicurezza delle persone.