giovedì 30 aprile 2020

LEGGE DI CONVERSIONE N. 27 DEL 24 APRILE 2020 - LE PRINCIPALI MISURE DI SOSTEGNO FINANZIARIO ALLE IMPRESE E LE DISPOSIZIONI IN TEMA DI GIUSTIZIA

Nell’attesa del tanto annunciato “Decreto Aprile”, il Decreto “Cura Italia” è diventato legge.

Con la Legge n. 27, emanata il 24 aprile 2020 e pubblicata in data odierna in Gazzetta Ufficiale, il Parlamento ha convertito, pur con alcune modifiche, il D.L. 18/2020, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Tra le misure introdotte con il “Cura Italia” a favore delle Imprese e del Ceto Bancario ricordiamo:

  • un maggiore intervento da parte del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, nell’ottica di contenimento degli effetti dell’emergenza epidemiologica sulle imprese italiane (art. 49);
  • la possibilità per le microimprese e le PMI con sede in Italia che hanno effettuato una cessione di crediti di impresa o la effettueranno entro la fine del 2020, di ottenere la trasformazione di DTA (Deferred tax assets o attività per imposte anticipate) in crediti di imposta, al fine di fronteggiare l’attuale contesto di incertezza economica ed aumentare la disponibilità di cassa delle stesse (art. 55);
  • la possibilità per le microimprese e le PMI con sede in Italia di ottenere una moratoria straordinaria, volta ad aiutarle nel superamento della fase più critica della caduta produttiva correlata all’emergenza epidemica del COVID-19 (art. 56);
  • meccanismi di garanzia statale a supporto della liquidità delle imprese nel contesto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, con lo stanziamento di una dotazione iniziale di 500 milioni di euro per l'anno in corso (art. 57).

Degli articoli summenzionati l’unico ad aver subito delle modifiche di tipo sostanziale con la legge di conversione è l’art. 49.

Come noto, l’art. 49 prevedeva la possibilità che fosse prestata garanzia a titolo gratuito per le operazioni di finanziamento avviate dalle PMI da parte del Fondo Centrale di Garanzia.

Ma l’art. 13, comma 12 del D.L. n. 23 dell’8 aprile 2020 (Decreto Liquidità) ha abrogato la suddetta disposizione e ciò nell’ottica di trasformare una misura di mero contenimento degli effetti economici negativi dell’emergenza sanitaria, in un vero e proprio strumento di sostegno per la ripartenza dell’economia nazionale.

Con la legge di conversione alla suddetta garanzia è stato affiancato strumento diretto alla tutela specifica di quelle imprese, comprese anche quelle del settore agroalimentare, con sede o unità locali site nei territori dei comuni rientranti nell’ambito territoriale della prima c.d. “zona rossa” (di cui all’allegato 1 del DPCM del 1° marzo 2020).

Il nuovo art. 49 bis, infatti, stabilisce la possibilità per le PMI interessate di ottenere una garanzia a titolo gratuito dal Fondo Centrale di Garanzia a copertura dei finanziamenti richiesti tra il 2 marzo 2020 e il 1° marzo 2021, fino all’importo massimo di 2.500.000 euro per singola impresa.

L’articolo in commento prevede, altresì, che la percentuale massima di finanziamento che la garanzia statale può arrivare a coprire sarà pari all’80% dell’ammontare di ciascuna operazione di finanziamento, mentre per gli interventi di riassicurazione, la percentuale massima sarà del 90% dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia (a patto che le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima dell’80%).

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Un ultimo breve cenno meritano anche le modifiche che la legge di conversione n. 27/2020 ha introdotto in tema di giustizia.

In particolare è stata confermata, a partire dal 16 aprile e fino al 30 giugno 2020, una parziale ripartenza dell’attività giudiziaria.

La legge conferma, inoltre, che nel suddetto periodo sarà onere dei capi di ogni singolo ufficio giudiziari adottare tutte le misure necessarie a contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria, in particolare per evitare il crearsi di assembramenti all’interno dei Tribunali e i contatti ravvicinati tra le persone.

E’ la stessa legge a suggerire una serie di misure (già peraltro operanti in molti Fori) anti-contagio:

  •  Limitazione dell’accesso del pubblico agli uffici;
  •  Limitazione dell’orario di apertura al pubblico degli uffici;
  • La regolazione dell’accesso ai servizi previa prenotazione;
  • L’adozione di linee guida vincolanti per la fissazione e trattazione delle udienze;
  • La celebrazione a porte chiuse di tutte le udienze civili o penali pubbliche;
  • La previsione dello svolgimento delle udienze civili che non richiedano la presenza di soggetti diversi dai difensori mediante collegamenti da remoto;
  •  La possibilità di rinviare le udienze a data successiva al 30 giugno;
  • Lo svolgimento delle udienze civili che non chiedano la presenza di soggetti diversi da difensori delle parti mediante lo scambio e il deposito in telematico di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni e la successiva adozione fuori udienza del provvedimento.