venerdì 15 maggio 2020

Test sierologici in azienda: i chiarimenti del Garante della protezione dei dati personali Comunicato stampa del 14 maggio 2020

Con comunicato stampa del 14 maggio 2020 il Garante per la protezione dei dati personali ha reso noto, nelle proprie FAQ appena aggiornate, che il datore di lavoro non può effettuare direttamente esami diagnostici sui dipendenti.

Nel proprio comunicato il Garante ha ricordato in primo luogo come le FAQ forniscono indicazioni per un corretto trattamento dei dati personali da parte di pubbliche amministrazioni e imprese private e chiariscono i presupposti per l’effettuazione dei test sierologici per il Covid-19 sul posto di lavoro.

Sul tema in oggetto, il Garante ha specificato che, nell’ambito del sistema di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro o di protocolli di sicurezza anti-contagio, il datore di lavoro può richiedere ai propri dipendenti di effettuare test sierologici solo se disposto dal medico competente o da altro professionista sanitario in base alle norme relative all'emergenza epidemiologica.

Solo il medico del lavoro infatti, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, può stabilire la necessità di particolari esami clinici e biologici e suggerire l’adozione di mezzi diagnostici, nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie, anche riguardo alla loro affidabilità e appropriatezza.

In aggiunta l’Autorità ha precisato anche che le informazioni relative alla diagnosi o all’anamnesi familiare del lavoratore non possono essere trattate dal datore di lavoro (ad esempio, mediante la consultazione dei referti o degli esiti degli esami).

Il datore di lavoro può, invece, trattare i dati relativi al giudizio di idoneità del lavoratore alla mansione svolta e alle eventuali prescrizioni o limitazioni che il medico competente può stabilire.

Le visite e gli accertamenti, anche ai fini della valutazione della riammissione al lavoro del dipendente, devono essere posti in essere dal medico competente o da altro personale sanitario, e, comunque, nel rispetto delle disposizioni generali che vietano al datore di lavoro di effettuare direttamente esami diagnostici sui dipendenti.

Con queste precisazioni di fatto l’Autorità ha ribadito come nella prevenzione e nella gestione dell’epidemia all’interno dell’azienda giochi un ruolo fondamentale il medico competente.

Il Garante ha chiarito infine che la partecipazione agli screening sierologici promossi dai Dipartimenti di prevenzione regionali nei confronti di particolari categorie di lavoratori a rischio di contagio, come operatori sanitari e forze dell’ordine, può avvenire solo su base volontaria.

I risultati possono essere utilizzati dalla struttura sanitaria che ha effettuato il test per finalità di diagnosi e cura dell’interessato e per disporre le misure di contenimento epidemiologico previste dalla normativa d’urgenza in vigore (es. isolamento domiciliare).

Ricordiamo che le FAQ predisposte dal Garante sono in costante aggiornamento e seguono le problematiche privacy che sorgono di giorno in giorno nella gestione dell’emergenza sanitaria in atto. Al momento le tematiche attive (oltre al trattamento dei dati nel contesto del lavoro pubblico e privato) si riferiscono al trattamento dei dati nel contesto sanitario, da parte degli enti locali, in ambito scolastico e nel contesto delle sperimentazioni cliniche e delle ricerche mediche sul Covid.