venerdì 11 dicembre 2020

Videosorveglianza: nuovi chiarimenti nelle FAQ del Garante privacy

Lo scorso 5 dicembre il Garante della protezione dei dati ha pubblicato le FAQ relative al trattamento dei dati personali nell'ambito dell'installazione di impianti di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici e privati.

I chiarimenti – ha reso noto l’Autorità - si sono resi necessari in ragione delle nuove previsioni introdotte dal Regolamento 2016/679, che hanno richiesto una verifica di validità rispetto al precedente provvedimento del Garante in materia, risalente al 2010 e contenente prescrizioni in parte superate. Le FAQ tengono inoltre conto delle linee guida recentemente adottate sul tema della videosorveglianza dal Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) e contengono un modello di informativa semplificata redatto proprio sulla base dell'esempio proposto dall'EDPB.

Nel documento il Garante ha chiarito che l'attività di videosorveglianza va effettuata nel rispetto del principio di minimizzazione dei dati riguardo alla scelta delle modalità di ripresa e alla dislocazione dell'impianto e che i dati trattati devono comunque essere pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite. In ossequio a tale principio l’Autorità ha ribadito che il datore di lavoro può installare un sistema di videosorveglianza nelle sedi di lavoro esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale, nel rispetto delle altre garanzie previste dalla normativa di settore in materia di installazione di impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo (art. 4 della l. 300/1970 - lo Statuto dei lavoratori).

Il Garante ha poi ribadito come, in base al principio di responsabilizzazione, spetti al titolare del trattamento valutare la liceità e la proporzionalità del trattamento, tenuto conto del contesto e delle finalità dello stesso, nonché del rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche, essendo quindi esclusa la necessità di richiedere un’autorizzazione preventiva per l’installazione di telecamere.

Sempre in ossequio al principio di responsabilizzazione, il titolare del trattamento dovrà inoltre valutare se sussistano i presupposti per effettuare una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati prima di iniziare il trattamento, valutazione che, come ha specificato l’Autorità, si rende sempre necessaria qualora il titolare utilizzi un sistema di videosorveglianza per trattare categorie particolari di dati (dati relativi allo stato di salute ecc).

In merito all'informativa agli interessati, l'Autorità ha chiarito che può essere utilizzato un modello semplificato (un semplice cartello) contenente le informazioni più importanti e collocato prima di entrare nell'area sorvegliata, in modo che gli interessati possano capire quale zona sia coperta da una telecamera. L’informativa (nella sua versione sintetica) dovrà però contenere un rinvio ad un testo completo contenente tutti gli elementi di cui all´art. 13 del Regolamento, indicando come e dove trovarlo (ad es. sul sito internet del titolare del trattamento o affisso in bacheche o locali dello stesso).

Di particolare importanza, infine, le indicazioni del Garante sui tempi di conservazione delle immagini registrate: salvo specifiche norme di legge che prevedano durate determinate, i tempi di conservazione devono necessariamente essere individuati dal titolare del trattamento in base al contesto e alle finalità del trattamento, nonché al rischio per i diritti e le libertà delle persone. Al riguardo il Garante ha sottolineato che “i dati personali dovrebbero essere - nella maggior parte dei casi (ad esempio se la videosorveglianza serve a rilevare atti vandalici) - cancellati dopo pochi giorni e che quanto più prolungato è il periodo di conservazione previsto, tanto più argomentata deve essere l'analisi riferita alla legittimità dello scopo e alla necessità della conservazione”.

È possibile consultare le FAQ al seguente link https://www.garanteprivacy.it/faq/videosorveglianza