mercoledì 7 aprile 2021

COVID-19 E DIRITTO - Le novità introdotte dal Decreto “Sostegni” in materia di lavoro

Con il Decreto Legge n. 41 del 22 marzo 2021, pubblicato in pari data sulla Gazzetta Ufficiale, il Governo ha emanato le nuove misure disposte per fronteggiare le ricadute, sul piano del lavoro e dell'economia, causate dall'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Le nuove disposizioni sono in vigore dal 23 marzo 2021.

Con il presente contributo, si analizzeranno le novità più rilevanti in materia di:

  1. integrazioni salariali
  2. divieto di licenziamento
  3. lavoratori fragili
  4. contratti a termine

a) Integrazioni salariali (Art. 8 D. Legge 41/2021)

È stata ulteriormente prorogata la possibilità di accedere ai trattamenti di integrazione salariale con termini diversificati a seconda che si voglia usufruire della cassa integrazione ordinaria con causale Covid-nazionale oppure dell’assegno ordinario e della cassa integrazione in deroga.

Nello specifico, il Governo ha messo a disposizione dei datori di lavoro, che sospendono o riducono l'attività lavorativa, per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica, ulteriori e complessive:

  • 13 settimane nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 30 giugno 2021, per l’integrazione salariale ordinaria con causale Covid-nazionale (CIGO);
  • 28 settimane nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021, per l’integrazione salariale in deroga (CIGD) e l’assegno ordinario.

Il Decreto ha precisato che per entrambe le integrazioni non è previsto il pagamento del contributo addizionale e che le stesse non sono sopposte ad ulteriori condizioni se non quella per cui i lavoratori devono essere in forza al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del Decreto.

La norma è stata però messa in discussione per il mancato coordinamento con la precedente Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) che ha previsto un periodo di copertura delle integrazioni fino al 25 marzo 2021. Per i datori di lavoro che hanno utilizzato tutto il periodo di integrazione salariale concesso dalla Legge di Bilancio e che continuano nella sospensione o riduzione dell’attività, si verrebbe a creare un buco tra il 25 marzo e il 1° aprile 2021 non coperto dalle integrazioni salariali.

Si dovrà attendere la Legge di conversione per verificare se il problema verrà risolto con effetti retroattivi.

Il Decreto Sostegni non ha riproposto invece l’esonero contributivo alternativo alla CIG precedentemente previsto dal Decreto Ristori.

b) Divieto di licenziamento (Art. 8, commi 9 e 10, D. Legge 41/2021)

Il Decreto Sostegni proroga il divieto generalizzato di licenziamento ormai in vigore dal 17 marzo 2020.

Secondo l’art. 8, comma 9, del D.L. 41/2021, resta precluso fino al 30 giugno 2021 l'avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24 della legge 23 luglio 1991, n.  223 e restano altresì sospese le procedure pendenti avviate successivamente al 23 febbraio 2020” nonché “indipendentemente dal numero dei dipendenti, la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell'articolo 3 della legge 15 luglio 1966, n. 604 e restano altresì sospese le procedure in corso di cui all'articolo 7 della medesima legge”.

La novità del Decreto Sostegni risiede nell’introduzione di un secondo e diverso divieto di licenziamento, condizionato questa volta alla fruizione delle integrazioni salariali CIGD e Assegno Ordinario.

Secondo l’art. 8, comma 10, del D.L. 41/2021, resta precluso dal 1° luglio al 31 ottobre 2021 ai datori di lavoro che facciano richiesta dell’assegno ordinario e della cassa integrazione in deroga “l'avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223  e restano altresì sospese le procedure pendenti avviate successivamente al  23 febbraio 2020” nonché “indipendentemente dal numero dei dipendenti la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell'articolo 3 della legge 15 luglio 1966, n. 604 e restano altresì sospese le procedure in corso di cui  all'articolo  7  della medesima legge”.

Salvo proroghe, è quindi previsto che le imprese che non usufruiranno della CIGD o dell’Assegno Ordinario per il periodo 1° aprile – 31 giugno 2021, saranno libere di avviare procedure di mobilità e licenziamenti individuali a far tempo dal 1° luglio 2021.

Per entrambe le fattispecie di divieto di licenziamento è fatta salva l’ipotesi di cambio d’appalto.

Il Decreto Sostegni ha poi confermato le precedenti eccezioni e cioè che il divieto non opera nei seguenti casi:

  • Licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell'attività dell'impresa anche conseguente alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, se non si configura la cessione di un complesso di beni o attività che possono integrare un trasferimento d'azienda o di un ramo ai sensi dell'articolo 2112 del codice civile;
  • Cessazioni conseguenti ad un accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo. A detti lavoratori è comunque riconosciuto il trattamento di disoccupazione NaSpi;
  • Licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l'esercizio provvisorio dell'impresa o ne sia disposta la cessazione. Nel caso in cui l'esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell'azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso.

c) Lavoratori fragili (art. 15, D. Legge 41/2021)

Il Decreto Sostegni ha previsto un’ulteriore proroga delle tutele riservate ai lavoratori fragili, rimaste valide sino al 28 febbraio 2021.

Ricordiamo che per lavoratori fragili si intendono, ai sensi dell’art. 26 del Decreto Cura Italia, i “lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104” nonché i “lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita”.

Il Decreto Sostegni ha espressamente previsto la retroattività delle disposizioni di proroga che avranno effetto dal 1° marzo 2021 fino al 30 giugno 2021. In questo caso il Governo ha inteso evitare, a differenza del passato, qualsiasi vuoto normativo della disciplina.

Viene estesa, quindi, in continuità e fino al 30 giugno 2021 la previsione secondo cui i lavoratori fragili debbono svolgere di norma la prestazione lavorativa in modalità agile anche attraverso l'adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o attraverso lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

Certo, laddove ciò sia possibile.

Infatti, per i lavoratori che non possono rendere la prestazione lavorativa in modalità agile, è stata estesa al 31 giugno 2021 l’equiparazione del periodo di assenza dal lavoro al ricovero ospedaliero.

Il Decreto in commento ha, questa volta, espressamente previsto che detto periodo non è computabile ai fini del superamento del comporto, eliminando in radice qualsiasi dubbio che era emerso nelle precedenti formulazioni.

d) Contratti a termine (Art. 17 D. Legge 41/2021)

L’art. 17 del Decreto ha confermato la possibilità di rinnovare o prorogare contratti a termine, senza alcuna causale.

Rimane salvo il rispetto delle seguenti condizioni:

  • anzitutto, la proroga o il rinnovo acausali non potranno avere durata superiore ai 12 mesi;
  • il rapporto, complessivamente considerato, non potrà superare i 24 mesi consentiti per legge;
  • la proroga o il rinnovo acausali dovranno essere comunicati al lavoratore entro e non oltre il 31/12/2021;
  • in ogni caso, si potrà usufruire di tale regime di miglior favore per una sola volta (e ciò anche nel caso in cui il datore di lavoro scelga di utilizzare solo una parte dei 12 mesi di acausalità consentiti).

In base ai precedenti chiarimenti dell’Ispettorato del Lavoro (nota 713/2020) sull’estensione della deroga, questa dovrebbe continuare a riferirsi sia alla disciplina sul numero massimo di proroghe, sia a quella sullo stop and go che deve intercorrere fra due contratti a termine in caso di rinnovo (dieci giorni se il primo contratto durava meno di sei mesi, 20 giorni se era riferito a un periodo più lungo).